Il progetto “Terre d'acqua” in Primiero prevede una serie di attività per la conoscenza delle zone umide presenti in valle: un primo censimento di queste aree sul territorio della Comunità, un'indagine specifica su un campione di aree rappresentative, una serie di incontri per far conoscere questi ambienti, attività specifiche rivolte al mondo della scuola ed un'antologia letteraria aperta ed informale.

Zone umide: di cosa si tratta?

Non è facile definire cosa sia una “zona umida”, cioè un ambiente di connessione tra il mondo terrestre e quello acquatico, eterogeneo ma distinto da entrambi. In effetti l'unica definizione ufficiale per queste aree si trova nella Convenzione di Ramsar ed è molto ampia: “…distese di paludi e di acquitrini, di torbiere o di acque naturali o artificiali, permanenti o temporanei, dove l’acqua è stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata, ivi comprese distese di acqua marina la cui profondità a marea bassa non superi i sei metri” (art. 1.1).

Di solito, tuttavia, parlando di “zone umide” si intende un ambito più ristretto, quello di ambienti dove la presenza dell'acqua determina variazioni ecologiche significative rispetto alle aree asciutte circostanti. Si tratta cioè di ambienti quali torbiere, paludi, aree ripariali, greti torrentizi, sorgenti o stagni temporanei.

L'importanza degli ambienti umidi

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In Primiero un primo censimento ha riconosciuto oltre 300 “aree umide”. Tra di esse in questo studio sono stati considerati anche i laghi, secondo la definizione più ampia di queste aree, ma si tratta in ogni caso di un dato molto importante sia dal punto di vista qualitativo sia quantitativo e distribuito su gran parte del territorio.

Le zone umide sono molto importanti per l’ambiente e la biodiversità perché sono l'habitat di molte specie rare, a volte uniche. Sono ambienti molto delicati ed in continua evoluzione. Esse dipendono non solo dalla quantità e qualità delle acque che le alimentano, ma anche dalla naturale evoluzione dell’ambiente: a volte la loro conservazione passa attraverso il mantenimento di attività tradizionali come il pascolo o lo sfalcio. Spesso l’uomo le ha alterate o distrutte senza neppure conoscere il patrimonio di specie animali e vegetali che contenevano. Perciò è fondamentale capire la funzione che svolgono per l’equilibrio dell’ecosistema.

La valorizzazione delle zone umide può farci riscoprire un mondo meraviglioso, fatto di fiori rari, di piante carnivore, di strani animali che si sono adattati a vivere in ambienti delicati e difficili: ogni zona umida è un piccolo universo nel quale si riassumono le relazioni, le alleanze, i conflitti che regolano i grandi ecosistemi del pianeta.

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Il progetto Terre d'acqua

La Comunità di Primiero, in collaborazione con il Parco Paneveggio Pale di San Martino e la Fondazione Museo Civico di Rovereto, ha attivato nel biennio 2014-2015 il progetto Terre d’Acqua, che contempla sia attività di ricerca sia di divulgazione. L'iniziativa si svolge nell'ambito del programma europeo dynAlp-nature, che promuove idee innovative e trasferibili in termini di conoscenza allo scopo di interconnettere le aree naturali, conservare e migliorare la biodiversità.

L'informazione e la divulgazione

Le attività di informazione non si limitano ad una descrizione "scientifica" di questi ambienti, ma riguardano anche lo sguardo ed il rapporto che l'uomo ha avuto in passato ed ha tuttora con essi.

Una rassegna "a tutto campo" di ciò viene presentata in due cicli di incontri, il primo dei quali svolto nella primavera/estate del 2015, il secondo previsto in autunno. I due cicli seguono il medesimo percorso: una volta introdotte le caratteristiche generali delle aree umide, illustrano la flora, la fauna e la percezione ed uso che l'uomo ha di esse, con particolare riferimento alla realtà di Primiero. Il primo ciclo si è concluso nel mese di luglio, con l'ultimo appuntamento dedicato al rapporto tra l'uomo e ciò che generalmente veniva considerato soltanto "palude"; il secondo ciclo è previsto per il mese di settembre.

 

Accanto agli incontri, sono state create le "pagine terraquee" per cercare come la letteratura e la saggistica abbiano riflettuto sul tema dell'incontro tra terre ed acqua: una raccolta antologica di brani di romanzi, saggi non tecnici, poesie, narrazioni e riflessioni, a cui ognuno può contribuire col proprio suggerimento. I brani e tutte le informazioni si possono trovare sul sito Primiero Cultura.

Articolo pubblicato il 18/03/2015 , ultima modifica il 12/08/2015